Suigenderis presenta la sua seconda collezione, Void. Ispirata all’arte di Fontana, sfila tra le opere della Kou Gallery con lo styling di Maicol Ierardi e Angelica Mattogno.Una corporeità che sfugge alla categorizzazione e si lascia intravedere solo attraverso gli squarci. Void è la seconda collezione di Suigenderis, brand genderless di Maicol Ierardi. Presentata alla Kou Gallery il 14 maggio, la collezione è ispirata alle Tele Tagliate di Fontana. Esplora il rapporto tra spazio e tempo, movimento e presenza, definito e indefinito. Lo styling di Maicol e di Angelica Mattogno lascia emergere l’istanza più profonda della creazione: raccontare un senso di smarrimento, di malinconia e di vuoto, in una ricerca infinita.
Ogni dettaglio tecnico dei dieci look in passerella è simbolico, ancor prima che estetico. I colori mirano ad un progressivo spegnimento. La caduta nel vuoto parte dai primi abiti in beige, ovvero un bianco già sporco. Segue un grigio di transizione che traghetta verso il nero degli ultimi look. In contrasto con i neutri dei capi, i colori energici dei dettagli: l’arancione e il verde. La scelta dei tessuti è ugualmente significativa. Maicol ha lavorato il cotone delle tele da prototipo per i primi look. Le tele da prototipo vengono utilizzate dai modellisti per le bozze preliminari. L’idea è quella di una costruzione in movimento. L’utilizzo dei tessuti ruvidi, granulosi e stropicciati come il crêpe georgette e il tafftà, invece, ricrea i materiali artistici su cui operava Fontana.
Ma la vera chiave della collezione è il taglio, verticale o orizzontale. Tutti gli abiti sono cut-out, spesso bucherellati negli sbiechi. Questo ricorda i buchi nelle tele di Fontana. Gli occhielli sono stretti tra loro da lacci o spille da balia. Si ottengono così dei tagli chiusi oltre i quali si intravede il corpo della persona, l’umano. Il riferimento più diretto a Fontana, invece, è l’accessorio del primo look: la modella ha inserito la mano nel taglio di una tela, portandola come una borsa.


I modelli hanno sfilato tra le opere della Kou Gallery, galleria d’arte in Via della Barchetta nonché quartier generale di Rome Fashion Path. Il legame con l’arte non è nuovo a Suigenderis: la sua prima collezione era ispirata a Pollock. Le spille da balia e la metalleria che pende dagli abiti rivelano suggestioni vicine al punk e al goth.
Grazie allo styling di Angelica e Maicol, è possibile cogliere anche elementi propri di due dei più grandi nomi della moda: Martin Margiela e Alexander McQueen. Maicol ha più volte ripetuto: «sono un po’ margieliano». Da qui, l’indicazione data i modelli di sfilare con ritmo cadenzato, cercando lo sguardo del pubblico per occupare con pienezza lo spazio. Ispirata a Margiela è anche la scelta di coprire alcuni dei loro volti. Non tanto con l’intento di far parlare l’abito da sé. Piuttosto per suggerire che all’interno degli abiti potrebbe esserci qualsiasi tipo di persona e di corpo.
Il senso della collezione era stato anticipato da uno short film pubblicato a marzo sui social. Nel corto, un uomo e una donna si svegliano nello stesso letto ma non sono insieme e passano tutto il tempo a cercarsi senza mai trovarsi. L’urgenza di trovare qualcosa di smarrito, non per forza un amore, anche una parte di sé. Tagliare una tela o un tessuto vuol dire aprire uno squarcio sull’indefinito e avere il coraggio di guardarvi dentro, pur non riuscendo mai a trovare davvero ciò che si cerca.

”VOID”. A short film by STUDIO SEDICI.
Foto di Aldo Festevole