“Fashion is a collective action!”: l’overture sostenibile di Rome Fashion Path.

Collettivo Moda Consapevole e Atelier d.isagio trasformano la Kou Gallery in uno spazio sperimentale e collettivo in cui si indossa la bellezza della moda sostenibile.

È il pomeriggio del 12 maggio quando la Kou Gallery apre le porte alla terza edizione di Rome Fashion Path. I primi visitatori avanzano verso un’esposizione di abiti e accessori, convinti di essere all’interno di un pop-up store. Ma subito vengono invitati a provare le creazioni, ad abbinarle e a posare negli outfit creati. Con gli scatti di Reveal Fotografia (Rebeca Manente), l’esposizione,  diventa live shooting. Prende vita Fashion is a collective action!, l’evento organizzato da Collettivo Moda Consapevole in collaborazione con Atelier d.isagio.

Diversi i brand che hanno messo a disposizione le proprie creazioni, tutti membri del Collettivo e accomunati da un intento: offrire soluzioni sostenibili ed etiche senza rinunciare alla ricerca estetica. I capi di RITHA, ad esempio, sono lavorati con tecniche di upcycling applicate a materiali deadstock. I corpetti e la lingerie in mostra sono pezzi unici fatti a mano da Francesca, founder di La Rivoltina. A completare gli outfit, la gioielleria artigianale di ByLUDO, realizzata con scarti tecnologici come tasti del computer,  auricolari e fili. In dialogo e in contrasto con il tema tecnologico, i ciondoli di Mulier Insolens, libri in miniatura di ritagli riciclati, con rilegatura cucita a mano. 

Slow fashion, upcycling, lavoro sociale sono i capisaldi del Collettivo, nato nel 2023 dall’idea di Alessandra Gallo. Costituitosi solo a ottobre del 2025, conta già undici brand. Tre di questi hanno boutique fisiche che spesso espongono e vendono capsule collection organizzate da tutti i membri. Il Collettivo ha alle spalle una lunga storia di eventi, workshop e talk per ampliare la consapevolezza del pubblico sugli impatti dell’industria della moda.

Se la moda sostenibile viene spesso raccontata come un ideale a cui si può solo tendere e mai arrivare, diventa necessario parlare quantomeno di moda consapevole. E non è solo necessario parlarne, ma è anche urgente mostrare come sia una realtà già viva. I prodotti dei membri del Collettivo si sottraggono alle logiche di mercato. Attraverso una lavorazione lenta e personalizzata, ridanno identità ai capi e, con essi, a chi li indossa. 

Fashion is a collective action! ha dimostrato che la moda sostenibile non è un puro calcolo di materiali e processi di lavorazione, ma anche piacere nella scelta estetica. «I nostri clienti scelgono attentamente come vestirsi, e noi vogliamo vestirli bene», spiega Rita Quinto, co-founder di RITHA con Edoardo Ralph. Nato dall’incontro tra i due giovani designer, il brand genderless fonde l’anima femminile di Edoardo e quella maschile di Rita. 

Il collettivo guarda ora a nuove adesioni, sperando di coinvolgere, con future open call, anche realtà legate alla pelletteriaÈ incoraggiante il fatto che l’upcycling sia diffuso nel panorama romano», racconta Alessandra Gallo, «perché vuol dire che il mercato lo richiede, ma c’è ancora molto da fare». Si procede con fiducia. La vasta partecipazione all’evento dimostra come il tema dell’eticità della moda sia sentito da tutti. Ed è sentito con maggiore urgenza dai designer delle nuove generazioni. Nel primo pomeriggio di Rome Fashion Path, il tema della sostenibilità si è sottratto ai dialoghi astratti e, nella sua formula più giocosa, ha mostrato la sua forza propulsiva, necessaria e ormai inarrestabile. 

 

foto di Reveal Fotografia (Rebecca Manente).

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