Sono Maicol Ierardi, classe 1997: nato ad Avezzano, cresciuto in Calabria, con una valigia piena di contrasti e idee che non stanno mai ferme.
Oggi vivo sospeso tra due mondi ben precisi: lo styling e il design. Due approcci diversi, due modi di pensare, due personalità che convivono — più o meno pacificamente. Da una parte c’è lo stylist, quello che costruisce immagini, racconta storie attraverso i capi e trova equilibrio anche nel caos. Dall’altra c’è il designer, che quel caos lo crea da zero: disegna, sviluppa, taglia, cuce e rimette tutto in discussione.
Nel mezzo? Un passato un po’ inaspettato: liceo classico e una parentesi in criminologia a Chieti. Diciamo che analizzare delitti e studiare latino non sembravano esattamente il preludio a una carriera nella moda… ma forse mi hanno solo allenato a decifrare strutture complesse — che siano mentali o sartoriali.
Il vero cambio di rotta arriva durante il periodo del COVID, quando la creatività prende il sopravvento e mi porta a scegliere la moda in modo definitivo. Inizio così il mio percorso in Fashion Design alla UED di Pescara, dove prende forma tutto.
Nel 2023 entro nel mondo dello styling in maniera concreta grazie a un corso con una docente del Marangoni di Parigi — ed è lì che scatta qualcosa, una sorta di colpo di fulmine (rigorosamente professionale). Subito dopo inizio a lavorare come aiuto stylist e poi come stylist, insieme a un altro ragazzo, con la designer Stella Jean fino alla fine del 2024. Un’esperienza che mi ha permesso di costruire uno sguardo solido e consapevole, entrando davvero nel ritmo e nel linguaggio di questo mestiere.
Nel mio percorso ho avuto modo di lavorare con brand come Migale Couture, Anima Studios, Simon Cracker e Taormina Eyewear, e di collaborare per editoriali con designer emergenti e non come DEZ Brand, SAB.CORE, Enomia Brand, C'est Rebecca, Mupaji Bijoux, Wunderkammer Jewels, Orha Brand, Elins Moda, D'Alba, Francesco Martino, Andrea Principia e Beatrice Vicoli.
Parallelamente, il mio lavoro è stato pubblicato su magazine come Falcon, Sainteight, Off Town, Rovescio Magazine, Selin, 17.23, Goji e Out and Out.
Ma mentre lo stylist costruisce immagini, il designer sente il bisogno di costruire anche i capi.
Nasce così SUIGENDERIS, il mio brand. Qui mi occupo dell’intero processo: dall’idea iniziale alla realizzazione finale. Ogni capo è progettato e realizzato da me, in un dialogo continuo tra estetica e tecnica.
SUIGENDERIS è un progetto a-gender, che nasce con l’obiettivo di superare le divisioni tradizionali della moda. Disegnare capi che possano adattarsi a corpi diversi è una sfida concreta, che richiede ricerca, sperimentazione e un nuovo modo di pensare le proporzioni.
Nel frattempo, come se le due personalità non bastassero, collaboro anche con diverse organizzazioni di moda e da cinque anni sono membro di Arcadia Exhibition, un’organizzazione calabrese con cui organizziamo eventi fashion. Diciamo che, nel dubbio, mi metto anche a organizzare il caos… oltre che a crearlo e vestirlo.
E mentre le mie due identità continuano a discutere su quale sia la strada giusta, io continuo a fare entrambe le cose. Perché, alla fine, è proprio lì che succede tutto.
Strumenti di comunicazione
Post
Story
Whatsapp